Chiunque abbia avuto a che fare con l’installazione e/o lo svuotamento di fosse biologiche sa bene che la cosiddetta digestione anaerobica da parte dei batteri dei materiali organici presenti in soluzione nelle acque reflue libera dei gas che devono essere rilasciati dalle stesse fosse biologiche tramite appositi sfiatatoi. Da tempo è stato appurato che questo biogas può essere riconvertito in un’importante fonte di energia: la sua composizione chimica, infatti, costituita principalmente da metano, ammoniaca, anidride carbonica e acido solfidrico, lo rende un potente combustibile.

In alcuni paesi europei come il Regno Unito il combustibile a biogas può già definirsi come una realtà sufficientemente consolidata: in terra britannica, grazie a opportuni investimenti, sono riusciti a superare uno stallo iniziale dato dagli alti costi di fabbricazione e gestione degli impianti e ora possono attuare un piano di rientro economico delle spese di avviamento, calcolato sulla base del risparmio energetico (leggasi: minore dipendenza dai derivati dal petrolio), nonché progettare nuovi impianti.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, a oggi si vive una sorta di schizofrenia: da un lato, il nostro paese è il quarto produttore al mondo di biogas agricolo (derivante cioè da residui organici prodotti da bestiame), dopo Cina, Germania e Stati Uniti; dall’altro, non riesce ancora ad affiancare a questa preziosa fonte di energia rinnovabile un adeguato contraltare basato sullo sfruttamento dei gas prelevati dalle fosse biologiche.

Trattando da molti anni operazioni di spurgo di fognature, pozzi neri e fosse biologiche, ma anche di smaltimento di rifiuti speciali, a Siena e non solo, noi di Mondospurghi conosciamo benissimo il potenziale di questa risorsa e intuiamo come esso possa riscrivere le coordinate del nostro rapporto con il petrolio, con tutto quello che ne consegue. Vale a dire: maggiore rispetto per l’ambiente, ricorso sempre più sistematico alle energie rinnovabili, cessazione della dipendenza economica da determinati paesi. Per questo, nel nostro ambito, lavoriamo affinché ci sia sempre maggiore consapevolezza di certe tematiche, al fine di sviluppare una coscienza più green, o semplicemente più rispettosa della natura. Tra non molti anni, la tecnologia per produrre biogas dalle fosse biologiche sarà alla portata di tutti, o quasi: il nostro auspicio è che in molti comincino a farne uso e a portare il loro contributo a un tema di interesse comune: la salvezza del pianeta.